Per vendere vino online in Italia una cantina ha bisogno di tre cose: un’attività in regola per la vendita (con la SCIA al Comune), un’etichetta aggiornata alle regole in vigore dal dicembre 2023, con ingredienti e valori nutrizionali, e un sistema di spedizione che faccia arrivare le bottiglie intere. Dal 2026, se vendi solo in Italia, non serve più la licenza fiscale per gli alcolici. Le regole si complicano quando si spedisce ai consumatori di altri Paesi europei.
Questa guida è pensata per cantine, vignaioli ed enoteche che vogliono vendere ai consumatori finali. Per le regole comuni a tutti gli alimenti (partita IVA, registrazione sanitaria, HACCP) trovi i dettagli nella guida su come vendere prodotti alimentari online.
Cosa serve per vendere vino online
- Un’attività registrata: partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio e SCIA allo sportello unico (SUAP) del Comune, che informa anche l’Agenzia delle Dogane.
- Il registro telematico vitivinicolo sul portale SIAN, salvo i casi di esonero.
- Etichette e schede prodotto complete, con allergeni, valore energetico, ingredienti e dichiarazione nutrizionale.
- Imballi adatti alle bottiglie e un corriere che accetti di trasportare alcolici.
- Condizioni di vendita chiare, anche sul divieto di vendita ai minori.
Autorizzazioni: vignaiolo, cantina o enoteca
Il percorso dipende da chi sei:
- Vignaiolo che vinifica le proprie uve: come produttore agricolo puoi vendere direttamente il tuo vino, anche online, con le semplificazioni del D.Lgs. 228/2001 per la vendita diretta.
- Cantina che acquista anche uve o vino: la vendita online al consumatore è commercio elettronico e passa dalla SCIA al Comune.
- Enoteca o rivenditore: oltre alla SCIA serve il requisito professionale previsto per il commercio di alimenti e bevande.
La licenza fiscale per gli alcolici
Per anni chi vendeva alcolici al dettaglio doveva presentare una denuncia all’Agenzia delle Dogane e ottenere la licenza fiscale. Dal 1° gennaio 2026, con il D.Lgs. 43/2025 che ha modificato il Testo unico accise, l’obbligo è stato abolito per chi vende o somministra alcolici esclusivamente sul territorio nazionale. Resta la SCIA al SUAP, che trasmette la comunicazione all’Agenzia delle Dogane.
Accise e deposito fiscale
In Italia l’accisa sul vino è pari a zero, ma alcuni obblighi restano. Le cantine più grandi, con una produzione media pari o superiore a 1.000 ettolitri l’anno, operano in regime di deposito fiscale. I piccoli produttori sotto questa soglia ne sono esonerati.
Il registro telematico del vino
Chi detiene prodotti vitivinicoli per la propria attività professionale deve tenere il registro telematico di carico e scarico sul portale SIAN: uve, vini, imbottigliamenti, vendite. Sono esonerate, tra gli altri, le cantine con una produzione annua fino a 50 ettolitri e annessa vendita diretta o ristorazione, per le quali vale la dichiarazione di produzione, e i rivenditori al minuto di vino confezionato. Se sei vicino alla soglia, verifica la tua posizione con il CAA o la tua associazione.
L’etichetta del vino e la scheda online
Dall’8 dicembre 2023, con il Regolamento (UE) 2021/2117, i vini prodotti da quella data devono dichiarare ingredienti e valori nutrizionali. I vini prodotti prima possono essere venduti fino a esaurimento delle scorte con la vecchia etichetta.
Sull’etichetta fisica devono comparire, tra le altre indicazioni:
- la denominazione (per esempio la DOP o l’IGP) o la categoria del prodotto;
- il titolo alcolometrico effettivo e il volume nominale;
- la provenienza, l’imbottigliatore e il lotto;
- gli allergeni, come i solfiti, e il valore energetico.
Elenco degli ingredienti e dichiarazione nutrizionale completa possono stare in un’etichetta elettronica, raggiunta con un QR code accompagnato dalla parola «Ingredienti». La pagina di destinazione deve contenere solo le informazioni obbligatorie: niente marketing, niente link di acquisto, nessun tracciamento dei visitatori.
Per la vendita online vale il principio di tutti gli alimenti: le informazioni obbligatorie devono essere disponibili prima dell’acquisto. Nella scheda del vino riporta quindi allergeni, grado alcolico, formato e valori nutrizionali, oppure collega la tua etichetta elettronica. Poi aggiungi ciò che aiuta a scegliere: vitigni, zona, affinamento, temperatura di servizio e abbinamenti.
Spedire le bottiglie senza rotture
Il vino è pesante e fragile, e un cliente che riceve una scatola bagnata difficilmente ricompra. Alcuni accorgimenti:
- Imballi specifici per bottiglie, con alloggiamenti in polpa di cellulosa, cartone o polistirolo: la bottiglia non deve toccare le pareti della scatola.
- Confezioni da 3 o 6 bottiglie: dividono il costo della spedizione e sono il formato che i clienti si aspettano.
- Attenzione al caldo: d’estate evita che i pacchi restino fermi nei depositi e, per i vini più delicati, valuta di sospendere le spedizioni nei giorni più caldi.
- Corriere che accetta alcolici: non tutti i servizi li trasportano, verifica prima le condizioni del contratto.
Minori, recesso e IVA
La vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni è vietata anche online. Scrivilo nelle condizioni di vendita, chiedi la conferma della maggiore età all’acquisto e scegli un corriere che possa verificarla alla consegna.
Il vino non è un prodotto deperibile: per le bottiglie integre il cliente ha di norma 14 giorni per recedere dall’acquisto, secondo il Codice del Consumo. Le bottiglie aperte dopo la consegna, invece, non si possono restituire.
L’IVA sul vino è al 22%. Nel prezzo considera bottiglia, tappo, etichette, imballo, spedizione e commissioni.
Vendere ai clienti di altri Paesi UE
Spedire a un consumatore tedesco o francese è possibile, ma è la parte più complessa. L’accisa si paga nel Paese di destinazione, spesso tramite un rappresentante fiscale, e sopra i 10.000 euro annui di vendite a distanza nell’Unione si applica l’IVA del Paese del cliente, che si può versare con lo sportello unico OSS. Prima di aprire le vendite all’estero conviene parlarne con un consulente esperto di accise.
Come farsi scegliere online
Online il cliente non può assaggiare. La differenza la fanno le informazioni e la fiducia:
- una foto nitida della bottiglia su fondo neutro, più una del luogo in cui nasce il vino;
- una descrizione che dica dove crescono le uve, come vinifichi e con cosa abbinare il vino, senza aggettivi vuoti;
- recensioni vere dei clienti e premi documentati;
- un’offerta chiara: prezzo per bottiglia, sconto sulle confezioni, spese di spedizione visibili prima del carrello.
Per il canale di vendita, cioè sito proprio, marketplace generalista o marketplace specializzato, trovi il confronto in come vendere prodotti alimentari online. Su Distributore.it i vini hanno una categoria dedicata, con rossi, bianchi e rosati: apri il tuo negozio senza costi di attivazione né canone, paghi il 6% sui prodotti venduti più le commissioni di pagamento Stripe, e rispondiamo a ogni candidatura entro 5 giorni lavorativi.
Sei un privato con qualche bottiglia da vendere?
Questa guida è pensata per le aziende. La vendita abituale di vino richiede un’attività in regola. Se vuoi vendere una collezione privata, le strade più semplici sono le case d’asta specializzate e le enoteche che acquistano collezioni; per come trattare la vendita dal punto di vista fiscale, chiedi al tuo commercialista.
Domande frequenti
Serve una licenza per vendere vino online?
Dal 1° gennaio 2026 non serve più la licenza fiscale per chi vende alcolici solo in Italia. Restano la SCIA al Comune, la partita IVA, la registrazione sanitaria e, se sei un rivenditore, il requisito professionale per il commercio alimentare.
Devo tenere il registro telematico del vino?
Sì, se detieni vino per la tua attività professionale. Sono esonerate, tra gli altri, le cantine con produzione fino a 50 ettolitri l’anno e annessa vendita diretta o ristorazione, e i rivenditori al minuto di vino confezionato.
Cosa deve esserci nell’etichetta elettronica del vino?
L’elenco degli ingredienti e la dichiarazione nutrizionale completa, se non sono già sull’etichetta fisica. La pagina deve contenere solo informazioni obbligatorie, senza marketing né tracciamento; allergeni e valore energetico restano sull’etichetta fisica.
Il cliente può restituire il vino?
Sì, le bottiglie integre si possono restituire entro 14 giorni con il diritto di recesso, perché il vino non è un prodotto deperibile. Le bottiglie aperte dopo la consegna no.
Questa guida ha scopo informativo e riassume le regole principali in vigore a settembre 2026. Non sostituisce il parere di un consulente, in particolare per accise e vendite all’estero: soglie e procedure possono cambiare.