Aprire un negozio online è solo il primo passo: senza visite non arrivano ordini. Google Ads (la piattaforma pubblicitaria che una volta si chiamava AdWords) è uno degli strumenti più usati per portare clienti a un e-commerce. In questa guida vediamo come funziona, quali campagne servono a chi vende prodotti, quanto costa e cosa conviene fare se sei un piccolo produttore.
Come funziona Google Ads
Su Google Ads paghi per mostrare i tuoi annunci alle persone che cercano qualcosa su Google o navigano su siti, app e video della sua rete. Nella maggior parte delle campagne paghi solo quando qualcuno clicca sull’annuncio. I punti di forza sono tre:
- Budget sotto controllo: decidi tu quanto spendere al giorno e puoi mettere in pausa le campagne in qualsiasi momento.
- Pubblico mirato: scegli parole chiave, zone geografiche, lingue e orari in cui mostrare gli annunci.
- Risultati misurabili: con il monitoraggio delle conversioni sai quanti acquisti ha portato ogni euro speso.
Le campagne più utili per un negozio online
Rete di ricerca
Annunci di testo che compaiono tra i risultati di Google quando qualcuno cerca parole legate ai tuoi prodotti, per esempio “soppressata calabrese online” o “olio extravergine da frantoio”. Intercettano chi ha già un’intenzione d’acquisto, ma le parole chiave più generiche possono costare molto.
Shopping e Performance Max
Mostrano direttamente la foto del prodotto, il nome e il prezzo. Per usarle serve un account Google Merchant Center con il catalogo dei prodotti sempre aggiornato (prezzi, disponibilità, immagini e, quando esistono, i codici EAN). Per un e-commerce sono spesso le campagne che rendono di più, perché il cliente vede subito cosa compra.
Display e remarketing
Banner e immagini sui siti partner di Google. Funzionano soprattutto per far tornare chi ha già visitato il negozio senza comprare, con un promemoria dei prodotti visti.
Quanto costa pubblicizzare un negozio online
Non c’è un prezzo fisso: il costo di ogni clic dipende dalla concorrenza sulle parole chiave e dalla qualità degli annunci e del sito. Prima di partire conviene fare due conti:
- Margine per ordine: quanto ti resta, tolti costi di prodotto, spedizione e commissioni, su un ordine medio.
- Tasso di conversione: quante visite servono per ottenere un ordine. Nei negozi di alimentari artigianali è normale che servano molte decine di visite.
- Costo per acquisizione accettabile: quanto puoi spendere in pubblicità per ogni nuovo cliente senza andare in perdita, tenendo conto che un buon cliente spesso torna a comprare.
Con budget piccoli è meglio concentrarsi su pochi prodotti di punta e su ricerche molto specifiche, piuttosto che disperdere la spesa su parole generiche.
Gli errori più comuni
- mandare il traffico sulla home invece che sulla scheda del prodotto cercato;
- non misurare le conversioni, e quindi non sapere cosa funziona;
- schede prodotto povere: foto scure, descrizioni generiche, spese di spedizione scoperte solo al checkout;
- un sito lento o scomodo da telefono, da cui arriva ormai la maggior parte delle visite.
L’alternativa per i piccoli produttori
Gestire bene le campagne richiede tempo, competenze e un budget costante. Se produci e vuoi vendere online senza occuparti della pubblicità, puoi aprire il tuo negozio su un marketplace che si promuove da sé. Su Distributore.it la promozione del marketplace e dei prodotti dei venditori è a carico nostro, anche con campagne pubblicitarie: tu carichi i prodotti, decidi prezzi e spedizioni e paghi una commissione solo sul venduto. Tutte le condizioni sono nel Regolamento venditori.
Per confrontare le diverse strade per vendere online leggi Come vendere online i propri prodotti senza un e-commerce, oppure candidati come venditore.